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La Cattedrale di Otranto
La Cattedrale
La costruzione della Cattedrale di Otranto coincide con il periodo aureo della storia di Otranto, sintesi di diversi stili dal greco, al bizantino, al normanno. Eretta nel 1088, la cattedrale misura 54 m di lunghezza e 25 m di larghezza ed è la più grande tra tutte le chiese di Puglia. All’interno della Cattedrale si può ammirare un caso eccezionale di mosaico, unico in “ Terra d’Otranto”, che ricopre l’intero pavimento della chiesa, le cui raffigurazioni simboliche degli “alberi della vita” rappresentano tutta la storia della vita umana.
La Cripta (ambiente ricavato sotto la zona presbiteriale della Chiesa) della Cattedrale di Otranto ha una forma semianulare con tre absidi sporgenti e cinque navate.

Il Castello di Otranto
Il Castello
Il Castello Aragonese (dovrebbe, in realtà chiamarsi castello Vicereale in quanto una sola torre - la più alta - è aragonese, il resto è opera del governo vicereale che resse a lungo Otranto), fu costruito nel 1537 in “Terra d’Otranto” come fortificazione costiera dopo lo sbarco dei turchi. All’ingresso del Castello domina lo stemma di Carlo V, circondato dai suoi fossati, mentre l’imponente struttura ideata da Francesco di Giorgio Martini, domina con la sua maestosità sull’omonima piazza. Il Castello è a pianta pentagonale con torrioni cilindrici angolari.

L’Edicola Bizantina di San Pietro
L’Edicola Bizantina di San Pietro
La piccola Edicola Bizantina di S. Pietro è stata costruita probabilmente nei secoli V-VIII e restaurata verso il XII. La chiesa sembra quasi volersi innalzare da terra e gli affreschi interni che la ricoprono interamente donano una visione sovrannaturale, grazie anche all’uso della luce che sembra essere stata imprigionata negli affreschi. L’ingresso è preceduto da un portico, simbolo del passaggio dal mondo profano al sacro, dal peccato allo stato di grazia. Una tradizione lungamente consolidata lega la fondazione di questa chiesa al passaggio di San Pietro stesso in Otranto (in viaggio verso Roma).

L'Abbazia di San Nicola di Casole
L'Abbazia di San Nicola di Casole si trova a circa un chilometro e mezzo fuori dell'abitato di Otranto, vi si arriva percorrendo la litoranea per Santa Maria di Leuca, appena dopo la Masseria dei Monaci a trecento metri sulla destra un viale alberato conduce ai ruderi dell'abbazia. Fino al Concilio di Firenze (1439) il Monastero di S. Nicola di Casole fu centro culturale di lettura e di arte. Oggi non restano che ruderi informi. Del grandioso monumento si possono ancora ammirare solo le Colonne multiple che dovevano sostenere un grandioso arco ed un pozzo. I testi profani e sacri sono conservati nelle più grandi ed importanti biblioteche del mondo.
CHIESA DI SAN FRANCESCO
Costruito sul colle della Minerva, ex convento dei parlotti, fu eretto quando Alfonso II d’Aragona liberò Otranto dai Turchi nel 1481 e fu dedicata a San Francesco di Paola che aveva predetto la distruzione di Otranto con 6 mesi di anticipo.
Nella chiesetta vi è una epigrafe murata in memoria degli 800 Martiri. (In nome della Patria e della Religione).
TORRE DEL SERPE
Poco lontana dal colle della Minerva e rappresentata sullo stemma di Otranto, ciò che rimane oggi sono solo i resti delle comuni torri di riviera che furono costruite, soprattutto da Carlo V, come punto di vedetta per le incursioni nemiche.
I Laghi Alimini
Da Otranto proseguendo verso nord, lungo la strada che conduce a San Cataldo, si trova la zona dei laghi Alimini, costituita da due specchi d’acqua: Alimini Fontanelle, di acqua dolce, e Alimini Grande. Quest’ultimo sfocia nel mare tramite un piccolo passaggio di comunicazione con l’Adriatico e ciò influisce a renderne le acque più salmastre: le sue rive sono però ricoperte di verde, e i terreni che lo circondano sono variamente coltivati. Alimini Fontanelle, invece, è sede di un tipo di flora e fauna completamente diverso, a causa della dolcezza delle acque: qui si trovano specie vegetali rare come l’orchidea di palude, la castagna d’acqua e l’erba vescica (unica pianta carnivora della flora pugliese), mentre tra le specie animali si distinguono una grande varietà di uccelli acquatici come folaghe, moriglioni, germani reali, cormorani, aironi e gabbiani.
Gli Alimini, un tempo acquitrini, prendono il loro nome dal greco Limne = stagno, riserva di caccia.
Questo itinerario è possibile (e noi suggeriamo, preferibile) effettuarlo anche in bici.

 

 
 
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